giovedì 26 aprile 2012

Artemisia Gentileschi - "Giuditta decapita Oloferne"


Artemisia, una pittrice contro l'ingiustizia

Un quadro dai contenuti forti, opera di una bravissima artista, Artemisia Gentileschi (1593-1653), che in questa tela racconta la storia biblica del generale assiro Oloferne, il quale decise di cingere d'assedio Israele, senza ascoltare l'avvertimento che gli era stato dato riguardo all'invincibilità di questo popolo: gli israeliti erano infatti protetti da Dio, che li rendeva invincibili.
Nonostante tutto, il condottiero era comunque riuscito a mettere in scacco gli ebrei, che erano oramai allo stremo delle forze e ridotto alla fame.Gli assiri avrebbero vinto definitivamente la battaglia se non fosse entrata in scena Giuditta, una vedova figlia di Israele che riuscì ad ingannare Oloferne e ubriacatolo durante un banchetto in sui onore, lo uccise decapitandolo e mettendo la sua testa dentro una bisaccia. Da allora Giuditta è il simbolo del riscatto femminile e della libertà.
Un lavoro frutto delle notevoli doti di Artemisia Gentileschi, che aveva già dimostrato da piccola il suo talento, tanto da affinarlo avvicinandosi sempre più alle opere (era figlia del celebre Orazio, fautore proprio del caravaggismo) di Michelangelo Merisi. Per una donna di quell'epoca era molto difficile emanciparsi, e l'arte rappresentava per lei l'unico spunto di libertà che gli era concessa.
Nel 1611 fu subì un orribile stupro ad opera di Agostino Tassi, un maestro di prospettiva che era spesso ospite in casa della famiglia Gentileschi. Al processo che ne seguì, l'uomo, che aveva alle sue spalle un matrimonio, se la cavò con una lieve pena. Artemisia dipinse invece il quadro che ammiriamo oggi, come segno di rivalsa per l'ingiustizia subita. Poco dopo si sposò, riacquistando il proprio onore, con un modesto artista fiorentino, Pierantonio Stiattesi, dal quale ebbe ben quattro figli.

Artemisia Gentileschi - Giuditta decapita Oloferne

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