mercoledì 18 luglio 2012

Teomondo Scrofalo - "Il Bevitore"


La vera storia del quadro più bizzarro della tv

Negli anni Ottanta, nell'immancabile e indimenticabile serata domenicale del Drive In, celebre trasmissione satirica dove molti dei più grandi comici italiani hanno mosso i loro primi passi (basti pensare ad Enrico Beruschi oppure al bravissimo scrittore Giorgio Faletti) un giovane Ezio Greggio portava agli schermi italiani un simpatico sketch denominato "Asta Tosta", in cui interpretava un venditore di cianfrusaglie spacciate come straordinarie opere d'arte.
Tra i tanti oggetti messi nella simpatica vendita satirica, il pezzo forte della serata era sempre lo stesso quadro, che Greggio definiva scherzosamente in più modi come una natura morta, una ballerina di danza classica, un autoritratto: ecco come tutti in un modo o nell'altro hanno fatto conoscenza di questo fantomatico autore kitsch, Teomondo Scròfalo, la cui storia bizzarra mi ha talmente incuriosito da cercare maggiori informazioni sul suo conto.
Il nome tuttavia è opera di fantasia, e attualmente si utilizza per denigrare un pittore reputato di scarso talento. Il quadro, opera già nota in alcune osterie italiane che ne ospitavano una riproduzione già nei primi anni Sessanta, raffigura un vecchio intento a bere. La bottiglia a fianco fa pensare facilmente ad un ubriacone, così come il soggetto pare riprendere in maniera del tutto scherzosa l'omonimo dipinto di Cèzanne.

Teomondo Scrofalo - Il bevitore

Posta un commento

Google+ Badge

Translate