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sabato 31 gennaio 2015

Edward Munch - "Notte Bianca"


Il freddo e la neve in Munch

Torna il freddo in tutta Italia, e ho pensato bene di raccontarvelo attraverso questo quadro dedicato all'inverno di Edward Munch. In maniera non dissimile dell'orribile angoscia del suo Urlo, i toni blu di questo paesaggio notturno sommerso dalla neve evocano pensieri di morte silenziosa, di solitudine, di buio assoluto.
Il bianco della neve è praticamente  sommerso dal neo dei due alberi in primo piano, che si stagliano sulla tela dominando lo spazio e offrendo la loro ombra nera sul piano. Un segno continuo di morte perennemente presente e costantemente osservabile al quale nulla si può se non contemplarla in silenzio.
Tuttavia, in questa opera il buio non è solo funesto, ma pare portare ad una tranquillità interiore all'osservatore, che può abbandonarsi alla scena in modo reale, come affacciandosi ad una finestra nella notte per osservare il freddo manto della neve.
Anche il cielo sullo sfondo, tendente all'azzurro, infonde un senso di calma crescente, rassicurante, ad indicare la possibile pace che l'uomo può raggiungere allontanandosi dall'oppressione crescente (rappresentata appunto dagli alberi, neri perché radicati alla terra e quindi alle disgrazie umane) per arrivare alla serenità delle emozioni più pure e lontane dalla tristezza.
Notte Bianca di Edward Munch
Munch - Notte Bianca

mercoledì 20 settembre 2017

Claude Monet - Autunno a Argenteuil


Da qualche parte si deve pur ricominciare.

L'estate se ne va alle nostre spalle lasciandoci nuovamente soli di fronte ad un nuovo inizio, ciclico come il tempo che passa, imperterrito nel suo incedere e svilupparsi nelle complesse trame dei nostri molteplici destini. E l'autunno che ora fa capolino quasi scalpitante nonostante il suo illusorio aspetto pigro e stanco ci ricorda che è lui il protagonista primo a ripartire e ad indicarci la via con i suoi colori, ne suoi giorni sempre più corti pieni di silenzio e di un innato senso di riflessione. E' l'unico momento sincero dell'anno in cui l'animo umano, tornato alla realtà dei fatti e dalle distrazioni delle false chimere proposte dai caldi mesi estivi trova il suo momento di guardarsi allo specchio e confrontarsi, nostalgico nelle foglie cadenti a raccontarci come siamo stati una volta e come siamo diventati adesso, parlandoci in prima persona.

Ammettiamolo senza riserve: l'autunno sotto questo punto di vista non ci piace, non è facile scoprirsi improvvisamente fragili di fronte all'incommensurabile potere della natura che ci costringe nostro malgrado a interrogarci come non abbiamo mai fatto prima sul reale senso delle nostre azioni e a trarre conclusioni che influenzeranno i  nostri passi, considerando che il più delle volte camminiamo davvero senza sapere dove stiamo andando. Non è neanche lontanamente accettabile l'idea che per molti mesi dobbiamo ricominciare a correre, ma lo facciamo spinti ogni giorno dal desiderio concreto di fare qualcosa di importante per noi stessi e che ci dia significato.

Se l'autunno non esistesse per ricordarcelo, vagheremmo stupidamente per dare senso alla nostra vita quando il vero senso è proprio la vita. E per farvelo capire meglio da oggi riprendo questo cammino interrotto troppo a lungo -quasi due anni- per scoprire chi, molto prima di me e di voi cari lettori, ha cercato di raccontare la nostra esistenza attraverso le immagini dell'arte. Come sempre non lo faccio con la pretesa, peraltro impossibile, di trovare la verità nascosta che tutti cerchiamo costantemente, ma con l'animo sereno di chi vuole solo regalare un proprio punto di vista il più onesto possibile.

Non è un caso che ho deciso di ripartire proprio da Monet, uno dei miei autori in assoluto tra i più preferiti e straordinari che la storia dell'arte ci ha donato. Il quadro di oggi è perfetto: sullo sfondo di una città che vive e pulsa l'artista ci racconta un altra storia, spostando il punto di osservazione sull'effetto che l'arrivo della stagione autunnale crea nei colori degli alberi, nel riflesso dell'acqua sul fiume, dal senso di calma che traspare dall'immagine dipinta. La vita che va avanti mentre il tempo passa con le sue stagioni. E Monet si focalizza proprio su questo: da lontano, attento e acuto osservatore del cambiamento che relega in secondo piano il fumo della ciminiera che va verso l'alto e si confonde con le nuvole, come a  separare in un sol colpo la pace interiore dell'autunno dal caos anonimo e assordante del contesto cittadino.

La città è più grande nella sua geometria, ma infinitamente piccola se rapportata alle dimensioni della vita umana. ecco perché il suo grigiore è distante dai colori vivi, esattamente come noi che prendiamo distanza dalla confusione e dai dubbi per ritrovare noi stessi pensando con calma a quello che sarà il nostro prossimo passo.

Sogno dentro un Sogno è tornato, in modo definitivo! Alla prossima opera!

Adriano
monet autunno argenteuil
Monet - Autunno a Argenteuil

sabato 6 ottobre 2012

Piet Mondrian - "Composizione con piano rosso grande, giallo, nero, grigio e blu"


Mondrian, il padre del design

La storia di Piet Mondrian (1872-1944) è la storia di un pittore che da impressionista è diventato padre del moderno design, tanto il suo stile e la sua tecnica si sono evolute per aprirsi a nuovi orizzonti tematici. La semplicità apparente di questo quadro proposto oggi quindi non deve ingannare, perché frutto di una forte riflessione che l'artista ebbe in più di 30 ani di lavoro incessante e di studio analitico del colore
Il Mondrian impressionista è stato un bravissimo realizzatore di tele, tra cui bellissimi mulini e paesaggi con alberi, influenzato dalla campagna della sua nazione natale, l'Olanda. La svolta tuttavia che cambiò completamente il suo stile fu l'incontro con il cubismo, che lentamente cambiò la realizzazione e le forme delle rappresentazioni nelle sue tele, che iniziarono ad assumere nei contenuti forme geometriche sempre più definite e pigmentazioni sempre più nette.
Fu alla fine del 1919, al termine della Prima Guerra Mondiale e totalmente immerso nella cultura parigina di quel periodo (Mondrian si era infatti stabilito in Francia per la seconda volta dopo il 1912) che iniziò a produrre composizioni a carattere interamente geometrico, con piani interamente incastrati tra loro, esprimendo in questo modo l'idea di una natura ridotta ai suoi elementi più basilari, alle sue rappresentazioni più elementari, in un armonia di forme perfettamente inserite nel loro contesto e coerenti alla ricerca della verità assoluta degli oggetti.
Ancora adesso le sue opere sono fonte di ispirazione per l'arte moderna, così come il suo stile a griglia, spesso utilizzato nelle creazioni stilistiche, e non, di design.
Mondrian composizione con piano rosso grande, giallo, nero, grigio e blu
Mondrian - Composizione

giovedì 5 novembre 2020

John Atkinson Grimshaw - Rimpianti d'autunno

Il potere riflessivo dell'autunno nell'opera di Grimshaw

Una delle massime più note del grande Confucio recita così: "Si hanno due vite. La seconda inizia il giorno in cui ci si rende conto che non se ne ha che una".

Il rimpianto è lì, quando spesso volgiamo lo sguardo su noi stessi, facendo il conto di quanto abbiamo realizzato, quanto abbiamo "incassato", ma anche ciò che abbiamo perso per strada, volontariamente o no. Il rimpianto è subdolo perché può colpirci in ogni momento, anche nella nostra migliore performance. Ci suscita domande alle quali è praticamente impossibile dare risposta, perché essa sarebbe dovuta realizzarsi solo nel passato.

In particolare tuttavia, il dover far conto con i nostri sè e ma ha una collocazione nel tempo ben precisa, dove questo autoleggersi diventa più forte: in autunno. La stagione che porta all'inverno, che ci insegna attraverso le foglie che cadono, i colori che ingialliscono e la pioggia silente quanto il tempo scorra in una sola direzione, avanti, e non può tornare indietro. E tutti almeno una volta nella vita hanno sperimentato quel disorientamento tra ciò che siamo, quello che abbiamo fatto, e tutto ciò che invece rientra nel campo delle possibilità andate per un altra strada.

E in quest'ottica di il bellissimo quadro di Grimshaw acquista ancora di più un senso forte: lo vediamo nelle intense colorazioni autunnali degli alberi, che sembrano perdere forza andando verso l'alto, indebolite dall'aria grigia della giornata descritta dal pittore di Leeds che tanto ha amato nel suo lavoro raccontarci la sua esperienza dell'autunno. Lo vediamo nella donna, unico soggetto vivo nella foto, mentre guarda vagamente verso l'avanti. Un dinnanzi che non è lo spettatore che guarda la tela, ma, andando più a fondo, un suo rovesciamento di prospettiva: la dama guarda infatti al suo passato per capire come leggere il suo futuro.

Nella tela, così a carattere malinconico, però, vi è un motivo di forte speranza: esattamente come diceva Confucio, capire il senso della nostra vita, come sta tentando di fare questa donna, è il segno preponderante del non doverci arrendere mai. Di procedere spediti per la nostra strada, di guardare sempre al passo successivo che dobbiamo fare senza mai arretrare.

John Atkinson Grimshaw - Rimpianti d'Autunno


venerdì 25 gennaio 2019

Hiroshige Utagawa - "Atagoshita e strada per Yabu"


"Alzo il capo e vedo
me coricato
nel freddo."

(Miura Chora)

Nel silenzio dei nostri pensieri, la neve cade sulle nostre orme, senza parlare, senza alcun rumore, senza fretta e senza alcun clamore. La neve è lenta, ma costante, è affascinante, ma insidiosa. La neve è l'inverno nella sua forma più pura, quando il freddo fuori di noi è talmente grande da creare questa magia almeno una volta all'anno. E non in tutti i luoghi comunque. La neve sceglie dove cadere.

Ed è nel suo candore che riscopriamo tutto ad un tratto, come colpiti da una forte rivelazione, la necessità per noi stessi di ritrovarci, di fermarci, di guardare a noi e capire dove ci collochiamo nel grande senso dell'esistenza. E' la lentezza dei suoi fiocchi a invitarci a riflettere lentamente, con calma, sul tempo che scorre e muta ogni giorno. Di fronte alla neve siamo tutti viandanti in cerca di una strada che ci viene cancellata davanti proprio dal suo bianco mantello, come a ricordarci che spesso il percorso della nostra vita è oscuro e siamo soltanto noi ad essere in grado di rischiararlo. Perché i nostri passi precedenti vengono ricoperti e quindi non potendo guardare indietro, siamo spinti finalmente ad abbandonare le nostre remore e a camminare in avanti rischiando qualcosa di noi.

Ma la neve è anche il ritrovo della propria serenità: di fronte al freddo, riscopriamo il nostro calore vitale nelle cose che contano. 

Hiroshige-Atagoshita-strada-Yabu"
Hiroshige - Atagoshita and Yabu Lane



Non a caso è proprio il maestro Hiroshige Utagawa a tornare sui nostri passi con questo bellissimo Ukyio-e che mostra la strada per Yabu innevata mentre alcune persone la attraversano. La bellezza di quest'opera è tutta nella splendida armonia che predomina su ogni singolo elemento: gli individui, la neve, gli uccelli, gli alberi e il fiume alla destra: tutto perfettamente disposto in un ordine "divinamente" logico che ci ricorda come natura e uomo devono sempre essere in sintonia per trovare, dentro di noi, il "cuore nascosto" che l'inverno ci invita a cercare.





sabato 9 ottobre 2021

Joaquìn Sorolla - Giornata grigia sulla spiaggia di Valencia

L'impressionismo mediterraneo di Sorolla

Siamo abituati all'idea, per molti aspetti corretta, di una stagione successiva all'estate che di colpo cambia completamente lo scenario dei colori delle giornate. Ecco il verde degli alberi che diventa arancione, giallo, il vento che aumenta di forza, la pioggia che arriva e porta il freddo al quale da tempo non eravamo più abituati. Tutto parla di cambiamento, senso del tempo che scorre, l'immagine di un altro anno davanti. 

E poi ci sta il grigio.

E' un colore che poco consideriamo in questo periodo, proprio per il fatto che durante l'autunno ce lo abbiamo sempre sotto gli occhi, come a ricordarci quanto la vita presenti spesso luci, ombre, tratti offuscati da nubi che portano tempesta o sconvolgimenti. Il grigio le racconta tutte, è onnipresente, e anche di fronte al mare, riusciamo a coglierne l'impeto e l'incredibile dominio sulla natura e la vita umana.

Non a caso oggi la scelta del pittore è caduta su Joaquìn Sorolla, pittore spagnolo nato a Valencia, che possiamo facilmente definire un impressionista mediterraneo. Gran parte della sua opera infatti è dedicata al mare e alle persone che lo frequentano, trascorrendoci il tempo o lavorando come i pescatori. Un artista capace con il colore di rendere autentiche le sensazioni che si mescolano davanti all'acqua. La spiaggia di Sorolla che vi proponiamo in questa sede vede un uomo, probabilmente un contadino, che porta due tori via dall'acqua mentre la pioggia aumenta d'intensità e il mare si sta ingrossando.

Come si può facilmente notare il soggetto, girato di spalle rispetto all'osservatore, "muove" letteralmente la scena, mentre l'atmosfera è così sapientemente resa cupa, che possiamo quasi "respirare" l'aria del mare in burrasca. Con calibrate pennellate en plein air l'artista valenciano ci descrive in questo modo quella sensazione di paura e rispetto che si prova quando ci si trova davanti ad una tempesta.

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Joaquìn Sorolla - Giornata grigia sulla spiaggia di Valencia



martedì 23 ottobre 2012

Hans Anderson Brendekilde - "Sentiero boschivo in autunno"


Sguardo d'autunno nell'opera di Anderson

Nel guardare questo quadro si respira l'odore dell'autunno, le sue splendide sensazioni, la malinconia che coglie il senso dell'inevitabile scorrere del tempo, la fine delle belle giornate estive, il buio che arriva sempre prima della luce. Il silenzio trasportato dal vento, come foglie morte che non hanno più una casa dove andare.
Imbattersi quasi per caso in questa opera, frutto del lavoro del pittore danese Hans Anderson Brendekilde(1847-1952), artista amante della pittura di paesaggi e di raffigurazioni di realismo sociale, come la raffigurazione di contadini nel corso del loro lavoro nei campi, significa scoprire ancora una volta la bellezza della natura nelle sue più semplici manifestazioni: un viale alberato, una donna seduta su una panchina che volge la testa alla sua sinistra, dove due figure sullo sfondo sembrano avvicinarsi lentamente.
Intorno, foglie, alberi, colore di vita e morte che circondano tutto il contesto, che sembra quasi "invaso" da tanta melanconica bellezza, quasi a dire che la natura è sempre intorno a noi, ci abbraccia, ci accompagna nel corso della nostra esistenza, esattamente come recita questo antico haiku giapponese di Matsuo Bashõ:

Inizio d'autunno:
nel mare e nei campi
un verde solo
Un sentiero in autunno dipinto dall'artista Hans Anderson
Anderson - Sentiero in autunno



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