martedì 5 giugno 2012

Edward Hopper - "Raggi di Sole nella Caffetteria"


Hopper, il pittore  del silenzio 

L'immagine che vi mostro oggi è bella, sincera, scevra di elementi che possano abbruttirla e sicuramente di perfetta definizione: un forte raggio di sole illumina l'interno di un bar, (una caffetteria nelle intenzioni dell'autore) al cui interno un uomo e una donna sono seduti su due tavoli separati.
Eppure, di fronte a tanta luminosità, la prima cosa che viene in mente guardando questo quadro è un forte senso di abbandono e di solitudine: è l'arte di Edward Hopper (1882-1967) pittore americano la cui capacità di ritrarre l'anomia della società contemporanea si è sempre mostrata davvero al di fuori del comune.
La tecnica che Hopper usava era quella di mostrare, più che ciò che lo sguardo poteva raccontare, quello che invece il sentimento poteva esprimere: l'inquietudine dell'uomo dentro uno spazio ampio, grandi pareti, forti giochi di luce, pochi e spesso assenti soggetti inseriti nella scena come fossero fuori posto o comunque incapaci di comunicare con chi gli è accanto: un talento che lo ha fatto definire dai critici "il pittore del silenzio", e che molto lo ha avvicinato agli impressionisti attraverso un realismo poetico pieno dello struggente senso che la vita moderna, pur nella sua incredibile dinamicità, rende l'essere umano un soggetto solo e spesso incapace ormai di relazionarsi con gli altri.
Hopper - Sunlights in Cafeteria

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