giovedì 3 maggio 2012

Edward Munch - "L'Urlo"


Munch e l'angoscia dell'esistenza

Questo quadro vale la bellezza di 120 milioni di dollari, cifra pari a 91 milioni di euro: battuta ad un'asta di New York (da "Sotheby's", battendo "Nudo, foglie verdi e busto" di Pablo Picasso) proprio ieri, quest'opera è attualmente la più pagata al mondo. Un olio, tempera e pastello frutto dell'incredibile genio di Edward Munch (1863-1944), precursore dell'espressionismo.
Definito il pittore dell'angoscia, Munch ha dedicato i suoi lavori interamente a tematiche forti come la passione, la vita e la morte, che segnarono anche la sua esistenza, perdendo presto sia la madre che la sorella per colpa della tubercolosi. Nonostante la sua bravura e la fama sempre più crescente dovuta al talento e alla sua formazione artistica (frequentò l'accademia bohemien di Oslo in un periodo di grande fervore pittorico) sprofondò in una brutta forma depressiva che lo portò a bere e a commettere azioni inspiegabili (in una fotografia dell'epoca, Munch è ritratto mentre stava lavorando a maglia).
Lo stile della sua pittura è inconfondibile: colorazioni abbondanti, dilatazioni con linee sinuose e continue, forme storpiate e sempre in perenne tensione verso l'incombente. Anche l'amore è visto come l'annullamento reciproco che porta alla dissoluzione dell'esistenza.
"L'Urlo", simbolo proprio del disagio interiore dell'artista, rappresenta anche un momento autobiografico: durante una passeggiata in campagna Munch fu infatti colpito da un improvviso senso di scoramento, che lo ispirò nella composizione di questa figura terrorizzata il cui grido giunge fino al cuore dell'osservatore. Bellissima la dinamicità della scena, con alcuni personaggi sullo sfondo che appaiono distanti e incuranti del soggetto sofferente. Anche i pigmenti e la loro deformazione implicano uno stato di enorme agitazione e percezione del malessere.
L'uomo che ad un tratto si trova ad affrontare la paura auotogenerata del vivere è una figura scheletrica cadaverica che non può nulla di fronte all'ineluttabile destino del genere umano. La solitudine che colpisce il genere umano è solo il vero frutto di una realtà che nella bellezza dei sentimenti ci fa spesso dimenticare quanto siamo piccoli e impotenti davanti alla forza della natura e al cammino del proprio destino.
Munch - Urlo

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