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mercoledì 9 agosto 2023

Charles Edward Perugini - La Farfalla


L'incantevole bellezza del cambiamento


 "La felicità è come una farfalla:

se l’insegui non riesci mai a prenderla,

ma se ti metti tranquillo può anche posarsi su di te."


A dirlo è  Nathaniel Hawthorne (tra le sue opere "La Lettera Scarlatta") che ci introduce la splendido dipinto di Charles Edward Perugini, pittore italiano dell'epoca vittoriana, nato a Napoli e trasferito in Inghilterra all'età di soli sei anni. 

La farfalla accoglie molte metafore nelle diverse culture del mondo: simbolo della caducità e della transitorietà dell'esistente, ma anche dell'evoluzione e del cambiamento. Per molti questo splendido insetto rappresenta la rinascita personale, la liberazione dell'anima che dalla nebbia di ansie e paure del bruco emerge nei colori della vita e della trasformazione: dormienti per un tempo indefinito, si abbraccia finalmente il mondo nella migliore versione di sé.

Perugini (che nella vita sposò Kate Dickens, figlia del grande scrittore Charles) ha buona intuizione su questo aspetto, e lo regala all'osservatore attraverso una composizione estremamente semplice all'occhio, ma piena di attento studio. La ragazza è posata su un muretto, ha sul braccio sinistro un cesto pieno di fiori, sull'altra mano guarda la farfalla che gli si è appena posata sopra. Sorride.

Non è un sorriso visibilmente enorme, ma lo cogliamo nella sua piena forza. Il pittore attraverso un tratto delicato e aggraziato, integra l'armonia della donna con la leggerezza dell'insetto: l'animale diviene ambasciatrice della novità, della gioia, della bellezza rara che ogni tanto ci tocca e che spesso non siamo in grado di cogliere pienamente. E che spesso invece, basta saperla aspettare.


Perugini La Farfalla





 








mercoledì 26 luglio 2023

William Turner - La valorosa Téméraire

L'ultimo viaggio nella gloria del tramonto


La poderosa nave da guerra che nella battaglia di Trafalgar difese vittoriosamente la HMS Victory dell'ammiraglio Nelson contro la flotta napoleonica compie il suo ultimo viaggio.

Verrà demolita, perché il materiale di cui è costituita servirà alla costruzione di altre navi da guerra, più potenti, più veloci, più moderne. Il dominio navale inglese è ben lungi dal restare incontrastato nel corso della sua epopea. La Téméraire esegue così il suo ultimo tragitto issando la bandiera bianca, facendosi trasportare da un rimorchiatore.
Tuttavia, la sua resa è piena di gloria.

William Turner ne è ben consapevole, e decide di raccontare la storia dell'attimo finale di questa incredibile imbarcazione inserendola in un contesto ben più che epico. Il romanticismo del pittore inglese infatti, unito alla sua enorme qualità di impressionista lo porta a realizzare nel 1838 questa opera (che si può ammirare alla National Gallery di Londra) attraverso un uso sapiente del colore e una collocazione spaziale assolutamente mistica, riuscendo a dire all'osservatore quanto la Tèméraire sia stata fondamentale all'interno della flotta britannica. Dal primo sguardo, chi guarda è catapultato in una atmosfera eterea e divina.

La nave non a caso è trasportata attraverso acque tranquille, segno di riposo e calma dopo tante dure battaglie: il mare stesso ha rispetto profondo per la tratta finale del vascello, tanto da farlo quasi volare sull'acqua. Il rimorchiatore davanti, nonostante sia in primo piano, appare marginale, sovrastato dalla titanica bellezza della grande imbarcazione che sta trasportando.

Ma l'elemento che dà a tutti il senso completo dell'opera è il tramonto che accompagna l'intera scena, un sole che saluta la Temérairè mentre resta alle sue spalle. Impossibile non cogliere il profondo significato allegorico e solenne che lega il termine del giorno alla conclusione di una storia immortale.

William Turner - La valorosa Téméraire



sabato 9 ottobre 2021

Joaquìn Sorolla - Giornata grigia sulla spiaggia di Valencia

L'impressionismo mediterraneo di Sorolla

Siamo abituati all'idea, per molti aspetti corretta, di una stagione successiva all'estate che di colpo cambia completamente lo scenario dei colori delle giornate. Ecco il verde degli alberi che diventa arancione, giallo, il vento che aumenta di forza, la pioggia che arriva e porta il freddo al quale da tempo non eravamo più abituati. Tutto parla di cambiamento, senso del tempo che scorre, l'immagine di un altro anno davanti. 

E poi ci sta il grigio.

E' un colore che poco consideriamo in questo periodo, proprio per il fatto che durante l'autunno ce lo abbiamo sempre sotto gli occhi, come a ricordarci quanto la vita presenti spesso luci, ombre, tratti offuscati da nubi che portano tempesta o sconvolgimenti. Il grigio le racconta tutte, è onnipresente, e anche di fronte al mare, riusciamo a coglierne l'impeto e l'incredibile dominio sulla natura e la vita umana.

Non a caso oggi la scelta del pittore è caduta su Joaquìn Sorolla, pittore spagnolo nato a Valencia, che possiamo facilmente definire un impressionista mediterraneo. Gran parte della sua opera infatti è dedicata al mare e alle persone che lo frequentano, trascorrendoci il tempo o lavorando come i pescatori. Un artista capace con il colore di rendere autentiche le sensazioni che si mescolano davanti all'acqua. La spiaggia di Sorolla che vi proponiamo in questa sede vede un uomo, probabilmente un contadino, che porta due tori via dall'acqua mentre la pioggia aumenta d'intensità e il mare si sta ingrossando.

Come si può facilmente notare il soggetto, girato di spalle rispetto all'osservatore, "muove" letteralmente la scena, mentre l'atmosfera è così sapientemente resa cupa, che possiamo quasi "respirare" l'aria del mare in burrasca. Con calibrate pennellate en plein air l'artista valenciano ci descrive in questo modo quella sensazione di paura e rispetto che si prova quando ci si trova davanti ad una tempesta.

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Joaquìn Sorolla - Giornata grigia sulla spiaggia di Valencia



domenica 21 marzo 2021

Vincent Van Gogh - Ramo di mandorlo fiorito

La difficile Primavera nel tratto di Van Gogh

La Primavera non arriva veramente il 21 marzo.

Usiamo questa data come convenzione per ripartire in stagioni il nostro tempo, ma Lei non arriva improvvisamente seguendo l'inverno come nulla fosse. La Primavera ci accompagna tutto l'anno: la vediamo in quel minuto di sole in più che troviamo a gennaio, in alcuni fiori che sbocciano prima nei nostri prati, nelle giornate tiepide che incontriamo spesso nell'arco di tutto l'anno, anche quando siamo nel bel mezzo dell'autunno inoltrato.

La cerchiamo continuamente per il nostro rinascere quotidiano, consapevoli del suo potere di abbattere il freddo emotivo che spesso cerca di avvolgerci. La Primavera non è solo una stagione, è una speranza.

Non a caso la scelta dell'opera è stavolta caduta su questo bellissimo mandorlo fiorito del genio Vincent Van Gogh: un quadro che l'artista dipinse ispirato al Giappone e alle sue famose stampe (ukyio-e) in regalo all'appena nato nipote. La scelta del soggetto ricadde proprio sui bellissimi fiori di questo albero perché sono tra i primi a fiorire  durante l'anno, nel periodo compreso tra la fine di febbraio e l'inizio di marzo. Proprio a sottolineare la continuità e il senso di rinascita.

Questo olio su tela, tuttavia, pur essendo magnifico, reca in sè anche le sventure del suo grande creatore: in alcuni rami si nota facilmente come il tratto sia stato semplicemente abbozzato e mancano alcune rifiniture presenti in altre parti del lavoro, ad indicare i periodi di crisi in cui spesso il pittore andava soggetto.

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mercoledì 24 febbraio 2021

Canaletto - Veduta del Palazzo Ducale

La meravigliosa e misteriosa Venezia

Irreprensibile ad ogni tempo critico della storia, la Serenissima rimane ancora oggi la meta preferita dei sognatori di tutto il mondo. Venezia è unica, una città che si leva sul mare e che convive con esso. Un storia che si dipana attraverso le sue sue calle, i suoi ponti, le sue incredibili visioni.

L'arte stessa nei secoli si è inchinata a tanta bellezza, dove grandi maestri hanno vissuto apprezzandone appieno il sapore e le sensazioni di viverla ogni giorno. Giacomo Casanova, personaggio per eccellenza di questo luogo da sogno, l'ha sempre raccontata nella sua "vivace" vita con enorme amore e rispetto.

E tra i suoi più bravi narratori senza dubbio troviamo gli eccellenti lavori di Giovanni Antonio Canal, o meglio, il Canaletto, che dalle sue vedute luminose e magiche (non a caso ispirato dall'Illuminismo) mostra Venezia nel suo semplice quotidiano, con effetti di prospettiva davvero eccezionali.

Ne è un esempio proprio questa immagine del Palazzo Ducale, in cui la scena descritta è viva e si muove con i gondolieri che riempiono lo spazio dell'opera, quasi da esserne trasportati dentro: come se anche noi fossimo su una gondola a contemplare la splendente giornata. Sullo sfondo si riesce a intravedere la Basilica di San Marco e il suo altissimo Campanile.

La bravura del Canaletto è resa possibile anche grazie alla tecnica della camera oscura, di cui il pittore fece largamente uso per rendere la sua opera il più corrispondente possibile al reale.

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