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lunedì 8 dicembre 2014

Leonardo da Vinci - "Annunciazione"


Nulla è impossibile a Dio

Tutto inizia da qui.
Una giovane ragazza si ritrova improvvisamente eletta a diventare la Regina del Paradiso. Mentre è in casa, arriva uno sconosciuto, l'Arcangelo Gabriele, che la saluta dicendole "Rallegrati, piena di Grazia", e le dà l'annuncio: lei diventerà la mamma di Gesù, l'uomo che salverà il mondo dalla dannazione. 
Maria tuttavia è turbata, è promessa sposa a Giuseppe, un bravo falegname e sa che questo potrebbe crearle dei problemi enormi. Inoltre non sa spiegarsi come questo miracolo potrebbe ora accadere perché non ha ancora "conosciuto" un uomo nell'atto della sessualità. Ma è proprio qui che osservando l'opera del grande Leonardo, vediamo Gabriele guardare la giovane ragazza e rassicurarla dicendogli, citando le parole dell'Evangelista Luca: "Nulla è impossibile a Dio".
E Maria si fida, cambiando la storia del mondo.
Il quadro, su scala molto ampia, non è solamente incentrato sui due personaggi, ma investe uno spazio più grande ad indicare che il miracolo interessa l'intero creato e non solo Maria e Gabriele, che è ritratto mentre porge un giglio, simbolo della castità e della purezza e che ha ali non di pavone, come generalmente ritratti gli angeli, ma di uccello, secondo uno studio minuzioso che Leonardo fece dei volatili e della tecnica di volo. 
Maria invece è rappresentata su un leggio mentre alza il braccio sinistro in accettazione del suo destino, immortalata dal Genio da Vinci come simbolo di rinascita e bellezza eterna.


L'Annunciazione di Leonardo da Vinci
Annunciazione - Leonardo


sabato 6 dicembre 2014

Francesco Hayez - "Il Bacio"


L’anima incontra l’anima sulle labbra degli amanti

Quanto sono belli.
Il bacio è l'unico momento in cui due persone che si amano riescono a parlarsi così chiaramente senza tirar fuori nemmeno una parola. Il bacio è già di per sé una parola, un gesto, un unione tra due persone che in un attimo condensano il loro sentimento in qualcosa che è unico e che ogni coppia può vantare come un tesoro che è solo loro e di nessun altro.
Ma il bacio è anche la ricerca dell'altro nella propria intimità emotiva e nell'abbraccio sensuale che Francesco Hayez descrive magistralmente in questa opera del 1859, epoca in cui il romanticismo italiano aveva trasformato la pittura non solo in una continua ricerca dei canoni estetici della bellezza e della perfezione dell'amore, ma anche della riscoperta della incredibile singolarità dello spazio privato e sessuale tra i due amanti.
In realtà non è facile capire il senso dell'opera: è noto infatti che Hayez simbolicamente aveva raffigurato intenzionalmente i due giovani con i colori di Italia e Francia, che proprio in quel periodo avevano stretto alleanza con gli accordi di Plombières. Ma la domanda è un altra: il giovane che bacia la ragazza con tanta passione, sta partendo per un viaggio? Tornerà? La gamba poggiata sul gradino porta a pensare ad un ultimo saluto prima di andar via per un lungo viaggio.
Inoltre la forza di questo bacio è talmente grande da confondere davanti allo stesso osservatore i colori dei vestiti così in netto contrasto. Esattamente come diceva Shakespeare, mentre contempliamo questo stupendo quadro simbolo del vero amore che tutti cerchiamo in ogni momento della nostra vita, troviamo il senso, la risposta al motivo per cui quando si ama, ogni problema appare privo di qualsiasi ostacolo:

"Se per baciarti dovessi poi andare all’inferno, lo farei.
Così potrò poi vantarmi con i diavoli di aver visto il Paradiso senza mai entrarci."
(William Shakespeare)
Il bacio di Francesco Hayez, 1859
Hayez - Il bacio

sabato 29 novembre 2014

Giovanni Boldini - "La signora in rosa"


Il sogno a colori della Belle Epòque

Bella ci appar la rosa, ma più bella la pensiamo
per la soave essenza che vive dentro a lei.
(W. Shakespeare)

La bellezza di questa donna ritratta da Giovanni Boldini lascia davvero senza fiato. Un sorriso smagliante, un viso radioso, un abito così leggero e bello da farci sorridere non appena guardiamo questa opera, un dinamismo prorompente che quasi pari uscire dalla tela come a cercare un dialogo diretto con chi osserva. Dipinta nel 1916, in un era ormai di piena maturità dell'artista, "La signora in rosa" rappresenta il culmine della carriera pittorica del Boldini: ritratti in pose molto semplici ed audaci, al limite tra il sensuale e il provocante senza mai trascendere nella volgarità, ad indicare la bellezza del desiderio nella sua forma più pura.
Nonostante infatti fosse già avanti con l'età, Boldini non smise mai di dipingere ritraendo modelle, trovando proprio in loro quella freschezza tipica della Belle Epòque in cui viveva. Periodo storico prolifico, fu una corrente culturale assai stimolante per molti artisti, nella riscoperta della luce e del colore, nell'altra classe degli abiti e nella "finezza" del movimento.
boldini la signora in rosso
Boldini - La signora in rosso

sabato 22 novembre 2014

Jack Vettriano - "Pensando a te" (In thoughts of you)


Non smetterò mai di aspettarti

Una briciola di calore in tanta fredda solitudine: il genio di Vettriano sulla profondità dell'animo umano

L'attesa e il pensiero hanno la stessa forma, quella di una donna seduta su un divano coperto da un lenzuolo bianco, che guarda distrattamente alla finestra. 
Una scena magistrale, che Jack Vettriano dipinge facendoci capire come l'emozione non esce attraverso le azioni compiute dai soggetti, ma nell'interpretazione della loro staticità di fronte alla luce. La donna è vestita di nero, ma tutto intorno è bianco, la sua figura risalta con forza tanto da essere la prima cosa che balza all'occhio non appena si vede questo quadro per la prima volta.
La fermezza con cui questa opera è dipinta pare quasi bloccare il tempo in una dimensione che è "oltre" quella presente ed entra nella mente di ognuno proprio quando i nostri pensieri viaggiano nell'attesa di una persona che vorremmo vedere e che aspettiamo senza tregua. Non possiamo vedere cosa il soggetto prova in questo momento, ma lo sentiamo esattamente come fossimo lei, nel suo silenzio e nel suo sguardo così lontano da sé e proiettato su qualcuno che in questo momento non c'è. E anche nei particolari il senso del quadro è evidente: la piccola tazza da tè stretta tra le mani, una briciola di calore in tanta fredda solitudine.
E la genialità di questa tela è talmente grande da farci vedere anche un protagonista non dichiarato: il "lui" della donna in nero, che non vediamo mai ma che tuttavia sappiamo esiste e in qualche modo, è dentro il quadro.
Resta da chiedersi se di fronte a tanta emozione, la ragazza vedrà un giorno aprire la porta di casa e veder ricomparire il suo uomo per riabbracciarlo. Nella profonda visione che il pittore scozzese ha dell'amore, siamo pronti a pensare di si, perché proprio di fronte a tanta oscurità, la luce predomina su tutta la superficie come simbolo di speranza e di certezze.
quadro vettriano thoughts of you
Vettriano - In thoughts of you



mercoledì 11 dicembre 2013

John William Waterhouse - "Miranda (La Tempesta di Shakespeare)"


Tutti gli uomini sono buoni?

John William Waterhouse (Roma 1849 - Londra 1917)

Ci ispiriamo di nuovo ad un tema shakesperiano, in particolar modo della "Tempesta" per raccontarvi con i favolosi colori di Waterhouse (che abbiamo già avuto modo di conoscere con la sua "Ofelia") e del suo stile preraffaellita la storia della giovane Miranda, figlia del Duca di Milano Prospero, naufragata da bambina con il padre su un isola deserta nella quale ha sempre vissuto crescendo lontana dal mondo reale. Nell'opera di Shakespeare, la giovane tiene a bada le lusinghe del servo di Prospero, Calibano.
Miranda è una sognatrice, conosce una vita molto diversa dal reale, uscendo fuori dal normale giudizio di valore delle persone. Per lei gli uomini sono tutti buoni, onesti, in quanto la vita isolata non gli ha permesso di valutare appieno la conoscenza concreta dell'animo umano e delle sue molteplici sfaccettature.
Waterhouse la disegna mentre osserva con sgomento la tempesta  che lo stesso padre prospero ha scatenato, emozionandosi e commuovendosi con estrema immedesimazione nella sofferenza che i marinai sulla nave, in balia delle onde, stanno provando nel disperato tentativo di non affondare.
John William Waterhouse Miranda La Tempesta Shakespeare
Waterhouse - Miranda (La Tempesta)


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